—È inteso!—disse Bruno, stendendo la mano all'amico.—Sarò da voi domani!…
E quando egli ebbe varcata la soglia. Bruno si volse al Salapolli, e gli annunziò:
—Domani! Vado da Nicla domani. Hai capito? Tu credi ch'io sarò felice?
—Sarà felice lei e sarà felice la signora!—rispose il Salapolli.
E finì lo stornello, ch'egli aveva le mille volte cantato a Bruno quand'era bambino a Parigi:
—«Tu dormi alle mie grida disperate—E il gallo canta e non ti vuoi svegliare!».
—Silenzio!—interruppe Bruno, scosso da un brivido subitaneo.
XXIV.
Quando la zia Amelia, una vecchietta di circa settant'anni che si appoggiava a un bastoncino d'ebano per civetteria perchè non ne aveva alcun bisogno, vide Brunello balzar dalla vettura del treno, esclamò:
—Che bel ragazzo!