—Dimmele!—pregò Bruno.

—Non posso!—rispose Nicla scuotendo il capo.—Le capirai più tardi.
E da quando ho pensato così, sono diventata calma, e posso parlare.

—Io soffro orribilmente!—disse Bruno.

—Lo so,—riprese Nicla.—Ma io voglio inebbriarti di ricordi….

—Perchè?—domandò Bruno.

—Lo saprai più tardi!—ripetè Nicla. Stettero in silenzio qualche tempo; e Bruno levò gli occhi a fissar la donna, che appariva tutta candida sul turchino compatto del cielo.

—Come sei bella!—disse.

—Ti piaccio?—ella rispose.

—Nicla, non torturarmi!—esclamò Bruno, abbassando il capo.

Ella gli rialzò il volto perchè la guardasse ancora.