Un igienista illustre sosteneva che le fregagioni vigorose dopo il bagno erano salutifere; e tutt'e due dopo il bagno si facevan fregar dal domestico e dalla cameriera fino a diventar rossi come gamberi cotti.

Era poi venuto il giorno della ginnastica svedese: e di tanto in tanto si vedeva il commendator Maurizio tirar pugni all'aria, lanciar calci, sbuffare, piegarsi innanzi e indietro; e la signora Carlotta allargar le braccia, buttarle avanti, alzarle al cielo, contando: «uno, due; uno, due»! E nelle ore di quiete, si rallegravano.

—Io, già, da quando mangio poco, sto meglio!

—Quella ginnastica! È un portento! Dormo tutta la notte!…

—E le fregagioni? Non so come ci sia gente che possa vivere senza farsi fregare!

—E le docce tepide?

—E il riposare con la testa bassa e le gambe alte?…

Si estasiavano sui varii trovati che andavano seguendo con vero scrupolo. La ginnastica svedese li faceva sudare a catinelle, perchè erano ambedue corpulenti; ma non l'avrebbero trascurata a nessun patto; e la mattina s'incontrava la signora Carlotta, che percorreva le stanze del primo piano, contando «uno, due; uno, due» e roteando le braccia e allargandole e alzandole, seguita a breve distanza dal commendatore, che tirava calci da mulo e soffiava come un mantice.

I domestici li osservavano indifferenti. Avevano finito col credere che fossero diventati pazzi ambedue, d'una pazzia dolce ed innocua. E si scansavano al loro passaggio per non toccar qualche calcio, che li avrebbe mandati a ruzzolare molto lontano.

D'ogni altra cosa al mondo i due vecchi non si occupavano più.