Sapevano che Nicla era felice, e puntualmente la domenica andavano a trovar lei e il genero.

Il commendatore diceva che quel saponaio era un brav'uomo; ma che anche il conte Duccio sarebbe stato un marito ottimo. Gli anni eran passati, ed egli era rimasto della sua opinione.

La signora Carlotta, poi, parlando di Duccio, non mancava di dargli dell'asino, perchè non aveva mai scritto; o domandava ancora a sè stessa e al marito quale segreto Nicoletta avesse potuto scoprire in barca.

Poi riprendeva: «uno, due; uno, due»; mentre il marito sparava quattro calci all'aria, come per punteggiare il discorso.

Nicla raccontava ridendo a Bruno quelle piccole manìe dei due vecchi, mentre la lancia si avvicinava alla spiaggia.

—E tu,—disse Bruno,—non hai svelato il segreto che avevi scoperto?

—No,—rispose Nicla.

—Neppure a me non hai voluto dirlo,—osservò Bruno.

—Naturalmente: un segreto non è più segreto, se si racconta….

—Per me è stato il segreto di pulcinella!—disse Bruno.