La giovane non aggiunse parola.
Toccata proda, ella scese prima dalla lancia.
—Vieni!—disse a Brunello.—Non troveremo nessuno; a quest'ora stanno facendo la siesta.
Entrarono nella villa chetamente, facendo segno al portiere di non muoversi, e volarono nella sala da pranzo, a pian terreno.
—Guarda,—disse Nicla, mostrando a Bruno il limitare della porta che dava sul giardino.—Io ero qui, seduta in una poltrona; e stavo pensando che la vita d'una fanciulla è molto noiosa e stupida, e che io meritavo qualche cosa di meglio: che sapevo io? qualche cosa di non comune…. In quell'istante tu sei sbucato di laggiù, dietro la siepe, e mi sei corso incontro, dicendomi: «Signorina!…». Eri tutto vestito di bianco; anch'io era vestita di bianco….
S'interruppe: guardò Brunello; e soggiunse:
—Come oggi…. E subito io t'ho dato la mano, e tu mi hai ricondotta alla riva per ripescar la goletta. Era una giornata calda come questa, ma soffiava il vento. Tu m'hai presa l'anima quel giorno.
—E io quel giorno t'ho data la mia! rispose Bruno.
Istintivamente le loro mani si cercarono e si strinsero.
—Ricordi ancora tutto?—domandò Nicla.