—Ogni più piccolo particolare,—disse Bruno.—Tu avevi un cappello coi papaveri. Io ti dissi che eri bella, e ti baciai sulle guance. Tu mi stringesti al petto. Ti chiamai Nicla; e tu mi dicesti di chiamarti sempre così….
—Sono passati dodici anni, amore mio!—mormorò Nicla.
—Sì; dodici anni per me terribili, tra il fracasso e lo spavento; ma non ho dimenticato nulla, nè di quel giorno, nè di tutti gli altri che passammo insieme; nè quella prima parola, nè quelle che dicemmo poi.
—Nessuna donna ha potuto cancellarmi dal tuo cuore?—domandò Nicla.
—Quali donne? Non ne ricordo una!
Tacquero; rimasero a fissar dal limitare il giardino che il sole dorava; e sul terreno si profilavano qua e là nere le linee dei fusti, le macchie chiomate delle fronde; nessun soffio alitava; frinivano sotto i raggi roventi le cicale.
—Ora andiamo,—disse Nicla, che teneva Brunello per mano come un bambino.—Vuoi vedere la villa Florida?
—Sì,—rispose Bruno.
—Non potremo entrare,—osservò la giovane.—È occupata, e non conosco quella famiglia.
—Non importa; la vedrò da lontano.