—So che tu ami molto Nicoletta e che Nicoletta ti ama molto. Sarà oggi forse più bella di quando l'ho conosciuta. Ebbene, figlio mio, tu che sei onesto, devi allontanarti da lei….
—Che cosa dici, mamma?—esclamò Bruno, quasi con un grido, alzandosi in piedi.—Sarebbe come se tu mi proponessi di strapparmi il cuore.
—Lo so,—rispose Clara Dolores.—Ti propongo una cosa terribile. Ma a lei, a Nicoletta, io non posso parlare, e potessi anche, non dovrei. Non ne ho alcun diritto.
Riflettè un istante, e quindi proseguì:
—So anche dove andate: andate incontro a una passione che vi spezzerà tutti. Figliuolo mio, perdonami se ti dico questo. Nicoletta non saprà mai resistere. È stata sempre tua; non ha amato che te in tutti questi anni, ha posto come scopo della vita non la felicità sua propria, ma la tua. Ti si darà perchè ti appartiene, con la semplicità d'una donna che non può più ragionare. Tu devi salvarla. Non ritornerai sul lago. Non ritornerai più. Partirai oggi stesso con me. Darò io gli ordini.
S'interruppe.
Bruno le si era gettato ai piedi e le si aggrappava alle vesti come un bambino.
—Mamma,—supplicò,—un giorno solo! Concedimi un giorno! Lascia ch'io la riveda, che le dica addio! Partirò con te poi, ti obbedirò; ma dammi l'ultima gioia, l'ultima disperazione di rivederla.
Clara Dolores scosse il capo e aggiunse risolutamente:
—No. Nemmeno un'ora! Sareste perduti! Tu sei già pazzo; lo sento nella tua voce. Ascoltami bene, Brunello. In qualunque altro caso e per qualunque altro uomo, io avrei fatto finta di non vedere e di non capire. La vita è lotta, e ciascuno si difenda come può. Ma Gigi Barbano ti ha gettato le braccia al collo, me lo hai raccontato tu stesso, e ti ha aperto la casa e ti ha dato il nome e i diritti d'un fratello. E io non posso sapere e tacere, indovinare e permettere. Non si tradisce l'ospitalità d'un uomo come il marito di Nicla.