Ma senza curarsene, appoggiandosi al braccio d'un rematore, Nicla sbarcò; poi Bruno; Duccio per ultimo.
—Salgo a salutare la sua famiglia,—annunziò questi.—Lei, signorina, non vorrà accompagnarmi?
Nicla allungò la mano verso Brunello e traendolo al suo fianco, rispose:
—No. Io resto con lui!
VI.
E corsero a rivedere gli alberi amici, che sopra uno sfondo opalino mescevano e confondevano in magici archi il loro fogliame, su cui il tramonto gettava un riflesso di luci dorate.
E sotto gli archi si stendeva il terreno molle come una corsia di velluto cinereo; parevan più dure e determinate le linee dei fusti, più vaghe e ampie le radure. Tutto il bosco esalava di legno disfatto, e ai piedi dei tronchi s'ammucchiava il ciarpume di frasche e di sterpi che sprigionavano un odore umido in quell'ora madida e calda.
Risonava qua e là il crepitare delle vecchie cortecce.
Bruno correva a fianco di Nicla, poi che ella stessa correva più che non camminasse; e sentendo la mano dell'amica stringere, stringere forte la sua, il fanciullo tollerava il dolore senza far motto.
Poi la luce intorno cangiò.