Bruno levò il capo a guardar Nicla e la vide tutta rossa. Ella abbassò gli occhi per rispondergli e anche vide Bruno tutto rosso di riverberi.
Il tramonto si faceva vermiglio, e sul velluto cinereo del terreno serpeggiavano larghe chiazze di color del sangue.
Nicla allentò la mano.
Eran giunti a uno spiazzo, su cui giacevano qua e là, disposti a gradi, tronchi abbattuti, e che tutto in giro era chiuso da grossi castagni e da cerri poderosi.
Nicla sedette, e presso a lei Bruno.
—Ti ha fatto male,—egli chiese,—quel signore? Ti ha detto brutte parole?
La fanciulla scosse il capo, negando.
Guardava le vôlte che le fronde formavano e che parevano dilungarsi fin che si chiudevano lontano con una fitta cortina di rami e di foglie.
Doveva essere veramente così.
Duccio e Clara Dolores s'eran dato convegno a Sonnenberg, e di là eran tornati un giorno, ella per rivedere il suo bambino, egli per corteggiare Nicla e forse chiederne la mano.