—Ohi—disse Bruno alzando le spalle.

—Ed è così,—proruppe Nicla,—che tu fai il savio? Dicendomi che il mio papà non vale niente e ostinandoti a voler far uccidere Duccio?

—Io ho visto due ufficiali degli ussari,—dichiarò Bruno,—che giuocavano a carte col mio papà; e tutti e due avevano ucciso un uomo in duello.

—E allora?—interrogò Nicla.

—Allora vedi che si può uccidere; perchè gli ufficiali montavano a cavallo, pranzavano con noi, ridevano, e facevano tutto come gli altri.

—Talchè,—seguitò Nicla—se tu fossi più grande, tu andresti a uccidere Duccio Massenti in duello?

—Certo!—rispose Bruno.—Mi piacerebbe!

—Ma egli potrebbe uccidere te,—osservò Nicla.

—Tu credi?—fece Bruno sorridendo con lieve ironia.

—Per carità!—esclamò la fanciulla presa da un freddo.—Non dirmi queste cose, non dirmi queste cose mai più! Che sei tu dunque? con queste idee pel capo, mi metti paura! Io pensavo che tu fossi buono e caro per la tua Nicla, e invece sei crudele e quasi feroce…. Bisogna proprio che non pensi più a te, non ti dia più la mia amicizia e ti lasci solo.