Egli s'era abbandonato nelle sue braccia, credendola una fata onnipossente; ma ella stessa era debole e mal difesa e male sorretta nel cammino pel mondo vasto; e di lei pure, scampata appena a un agguato, il destino era impenetrabile.

Noi coglierem per te balsami arcani….

Il fanciullo sorrise al ritorno della vecchia strofe, quella che prima gli aveva dato l'impressione della musica in un mondo di mistero.

Noi coglierem per te balsami arcani
Cui lacrimâr le trasformate vite,
E le perle che lunge a i duri umani
Nudre Anfitrite.

L'aria s'era fatta violacea.

I grossi alberi, i rami, le foglie, i fantastici archi e le cortine che parevan chiudere in fondo, in fondo, le imaginarie gallerie fronzute, il terreno cinereo, la radura coperta di sterpi e di tronchi, andavano confondendo linee e profili.

Stendeva la sera un manto d'ametista, che aveva pei meandri del bosco le infinite gradazioni del rosso, del pavoniccio, del gridellino; s'alzava il vento con un mormorio che aleggiava di fronda in fronda.

Bruno circondò delle braccia il collo di Nicla, ed ella delle braccia circondò i fianchi di lui; accostarono le tempie, confusero le rosee bocche, e restarono con l'anima tesa ad ascoltare il battito del cuore, il quale aveva un linguaggio profondo, senza parole, nell'ombra.

VII.

La signora Carlotta osservò a Nicla ch'ella s'era comportata male.