—Santo cielo!—esclamò la signora.
—Tu scherzi!—gridò il cavaliere.
—Una fortuna gettata dalla finestra!—riprese la signora.
—E per questo il conte aveva l'aria malinconica!—aggiunse il cavaliere.
—Ma è una follia imperdonabile!—affermò la signora.
—Una cattiveria determinata!—rilevò il cavaliere.
—Rispondevi con un'offesa a una parola da gentiluomo!—deplorò la signora.
—Noi stessi ne subiremo le conseguenze!—concluse il cavaliere.
Non volendo irritarli con un'attitudine di spavalderia inopportuna, e sapendo bene che qualunque cosa avessero detto e fatto, non sarebbero riusciti nè a rimediare alla catastrofe nè a smuovere lei dal suo proposito, Nicla restò con gli occhi bassi, immobile dentro la poltrona.
Pareva, se non conscia della sua grave azione, almeno dolente pel disinganno che bruscamente causava ai suoi; e intanto pensava ch'era inutile accanirsi e che si poteva vincere con dolcezza.