Ma la fanciulla aveva compreso di non poter aggiungere altro.

Come dire che Duccio Massenti era l'amante di Clara Dolores? Con qual diritto svelava ella l'intimo segreto d'una donna che non era stata per lei se non gentile? Chi l'assicurava che sua madre, facile a chiacchierare, non avrebbe portato attorno la colpa di Clara Dolores per farsi compiangere, come già aveva portato attorno la vocazione di Nicla per l'arte drammatica?

—Spero avrete compreso, ad ogni modo,—ella disse,—che quei motivi non vengono da me. Io non amo nessuno, e il mio cuore è libero.

—Sta bene,—dichiarò Maurizio.—E allora, il conte ha una colpa ai tuoi occhi? Tu sei giovane, inesperta, impressionabile. Devi confidarti con tua madre e con tuo padre, i quali ti diranno se veramente quei motivi son tanto gravi, quella colpa è tanto significativa da giustificare un rifiuto così brusco.

—Qualche amoretto?—insinuò la signora.—Qualche scappata giovanile?

—Giuoca?—riprese Maurizio.

—Beve?—incalzò Carlotta.

Nicla scosse più volte il capo.

—Ma non perdiamo tempo negli indovinelli!—esclamò Maurizio.—Se tu hai fiducia in noi, devi dirci spontaneamente e chiaramente quale accusa tu fai al conte.

—Ha qualche debito?—ricominciò Carlotta.