—Sono appena le due e un quarto,—notò.—Il tuo appuntamento non è per le tre?

—Sì,—rispose pronta Gioconda,—ma non voglio far attendere. Più presto vado e più presto ritorno.

—Hai dato ordine d'attaccare?

—No: esco a piedi. Ho bisogno di scuotermi.

Dicevano queste parole sottovoce, accanto al letticciuolo, mentre il dottore andava misurando la febbre di Lillia e le apriva la bocca per osservare la gola.

—La febbre è salita!—annunziò.

Vi fu un silenzio. Il medico riprese a scrutare la bambina, si piegò su di lei, accostò l'orecchio al suo piccolo petto scoperto.

Non disse nulla. Scrisse una nuova ricetta.

—Tra due ore sarò di ritorno!—promise poi.

Folco guardò la contessa. La maschera di dolore le era nuovamente calata sul volto, dura e chiusa.