—Allora tu credi che io abbia comperato le mie maglie, le mie calze, i miei corpetti, le mie sottane da un romanziere che sarà famoso tra poco, da un poeta che sarà celebre domani?

—Perchè no? Anche i buoni borghesi di Marsiglia comperavano zucchero e caffè da colui che un giorno doveva scrivere La Chartreuse de Parme e Rouge et Noir.

—Quanto mi piacerebbe!—disse Vittorina, ridendo e osservando il rosso delle uova diffondersi pel piatto al colpo della sua forchetta.—Se ne fossi certa, metterei da parte come ricordo la maglia grigio-perla…. Ma t'inganni….

Riflettè un poco, quindi soggiunse:

—Io sento che c'è sotto una donna….

—È possibile,—spiegò Celso bonariamente.—Anche nel caso di Arrigo Beyle c'era sotto una donna, una giovane attrice, la Lenoar. Egli la seguiva dappertutto, e per farla finita, la famiglia di lui, che non voleva impicci, lo lasciò senza un soldo. Allora il Beyle seguì la Lenoar a Marsiglia e s'impiegò presso un magazzino di coloniali….

—Poi sposò la sua attrice!—disse Vittorina.

—No, veramente; l'attrice sposò un russo.

—Poveretto!—esclamò Vittorina; e non sapeva ella stessa quale dei due, il russo o il Beyle, meritasse la sua pietà.

Innanzi al caffè e a un bicchierino di liquore dorato, sul finir della colazione, avendo bevuto molto Corvo bianco, mangiato bene e fumato saporitamente quattro sigarette tra una portata e l'altra, Celso si sentì preso dallo spirito energico degli uomini che aveva nominato più volte.