—Gioconda,—disse alla fanciulla, prendendola per mano.—Andremo insieme a Parigi, a cercare il nostro Francesco Villon….
III.
Le due coppie.
Era una signora o una signorina?
Addossata a una delle colonne che sostengono l'arco nel peristilio del grande albergo di Stresa, Vittorina Ornavati rivolgeva a sè stessa quella domanda a proposito d'una giovanissima donna, chiusa in un ampio mantello azzurro, la quale guardava insistentemente dalla vetrata nella strada.
Vittorina si chinò verso il marito, che, sorseggiando una tazza di tè, leggeva un libro di filosofia bergsoniana, e rifletteva sulla facilità con cui si può diventar capo di una sètta filosofica.
—Peccato,—disse ad alta voce,—che io non ci abbia pensato prima.
—Celso,—domandò Vittorina,—che ti pare: è maritata o è nubile?
—Nubile!—rispose Celso, senz'alzar gli occhi dal libro.
—Ma se non l'hai nemmeno veduta!