Folco è stupefatto; così la contessa come il pellicciaio sono sinceri, lontani dal sospettare quel che gli passa pel capo; ella ride, egli è tutto in pena tra l'ammucchiar la roba guardata e il metterne innanzi della nuova. La scena è tanto semplice, che il conte si domina, sorride a Gioconda, le consiglia di buon grado l'acquisto di una stola e d'un manicotto di zibellino per tremila lire all'incirca.

Ma quando Carlo Albèri, chiamati i ragazzi a riporre il tesoro, prende congedo con inchini più rilevati, camminando fin sul limitare a ritroso, Folco gli ripete:

—Davvero, Lei è ammogliato da quattro anni?…

—Il signor conte non può dubitarne,—conferma il pellicciaio un po' scosso da tanta insistenza.—Tutto il quartiere dove abito lo sa: quattro anni, cinque fra pochi mesi….

—Non me dubito,—conclude persuaso il conte.—Domandavo, perchè Lei mi pare molto giovane….

Carlo Albèri se ne va, orgoglioso dell'inaspettato complimento; e non appena l'uscio gli si è chiuso alle spalle, Gioconda cinge delle braccia il collo del marito.

—Sei stato molto gentile, a farmi così bel regalo!

Ma come presa da un'idea repentina, si stacca da Folco, e ride ancora.

—Quel povero Albèri!—esclama.—Perchè domandargli se è ammogliato? È rimasto a bocca aperta, e avrà creduto che tu voglia rapirgli la sua perla!

—La conosci?—-interroga Folco.