—Oh sì! La signora Albèri ha i capelli di stoppa rossi ed è tonda da tutti i lati…. Non credo ti convenga!
Folco notando il tono leggero e schietto con cui parla la contessa, l'attira a sè nuovamente e la bacia sulla bocca.
È sincera.
E per lungo tempo il conte non osa più fare allusione a quell'episodio: gli brucia dentro, gli torna crudele alla memoria, lo irrita, lo umilia.
Chi lo ha giuocato mediante la commedia del probabile fidanzamento della fanciulla col pellicciaio? La signora Delfina o il signor Piero? o l'una a istigazione dell'altro? Presolo in trappola, abusando della sua facile impressionabilità giovanile, lo han condotto lemme lemme a sposar la loro figliuola; del che è ben lieto, nonostante i dissapori colla famiglia e le gravi conseguenze economiche.
Ma perchè dubitar delle sue intenzioni leali, trattarlo da gonzo e costringerlo? Così i bassi mercanti di minuterie e di similoro si destreggiano sulle fiere con l'uomo di campagna; gli danno a credere che se non compera subito, al prezzo domandato, verrà un altro, pronto a dare di più; e il campagnuolo truffato ride melenso al pensiero che ha per poca moneta ciò che gli altri cercano invano per molta.
Folco Filippeschi tacque: sentiva un ritegno delicato anche verso la moglie, la quale apprendendo le miserabili giunterie ond'ella gli era stata profferta e quasi gettata tra le braccia, ne avrebbe arrossito per sè e per i suoi.
E Folco non avrebbe forse parlato mai più di quel molesto episodio.
L'amore voluttuoso e tenero di Gioconda lo ripagava d'ogni malinconia.
Ma a Parigi ella è come ebbra di gioia, di fracasso, di luce, di vanità, d'impazienza, di stupore: gli spettacoli si susseguono; non v'è tempo a gustarli tutti. Quella vita, così lontana dalla sua vita di fanciulla piccola borghese, ch'ella non poteva figurarsela se non con un sorriso di desiderio rassegnato, ora le sta intorno, la tocca, la trascina, la fa sua.
La strada pulsante, coperta di folla, annegata in un fragore interminabile che sale, irrompe nelle case, con le voci rauche imperiose delle automobili o il rimbombo sordo di grossi orrendi veicoli, sembra eccitarla quasi fosse diffusa nell'aria un'essenza di febbre che le penetra per tutti i pori. La contessa non vorrebbe riposare per non perdere un'ora; anche dall'albergo guarda di tratto in tratto le luci fantastiche che trapelano di là dalle cortine alle finestre; giù è l'onda fitta, nera della folla, corteo senza fine; ai lati e in alto bruciano tutti i colori, dalla sommità delle case ai piedi delle botteghe; nel mezzo quattro file rapide di carrozze e di automobili. Passerà ella pure tra quella tempesta di fracasso, per quella via ampia su cui ondeggia un fumo, una nebbia? forse più lontano, laggiù, dove la luce si diffonde come una striscia bianca all'orizzonte?…