—Ma che? per darvi un consiglio, occorre sollevare cento chili a braccio teso? sospendere in aria coi denti l'omnibus del Giardino delle Piante?—domandò Ariberto spaventato.

La contessa rise dagli occhi e fece spallucce.

Non poteva serbare il broncio a un così buffo amico; quella sera si divertì molto; i suoi sguardi quasi trepidi erano per Folco; di tanto in tanto gli cercava la mano, perchè non si allontanasse pur col pensiero; non pareva contenta s'egli non rispondeva col sorriso al sorriso di lei. Ma rideva assai volentieri alla parola e alle osservazioni di Ariberto; discuteva animatamente con lui sulle donne che vedeva intorno e sul loro modo di vestire e di comportarsi.

Verso la fine dello spettacolo, Ariberto era stanco.

Abituato a vivere con gente che viveva la sua stessa vita e non aveva nè domande da rivolgergli nè scoperte da fare, il marchese Puppi si stupiva della garrulità di Gioconda, del suo chiedere incessante, del suo facile maravigliarsi, di quella curiosità tutta femminile che vede due, tre cose alla volta e trova due, tre domande da metter fuori.

Egli rispondeva con minore attenzione: guardava a quando a quando una ballerina sul palcoscenico, dorata dalla nuca ai tacchi, la quale danzava con infernale rapidità una danza russa; e a quando a quando Folco Filippeschi al suo fianco; il quale appariva sereno, soddisfatto, l'animo riposato che gli traluceva dagli occhi senza ombre.

—Che bestia!—pensava Ariberto crudamente.—Se avesse sposato la ballerina laggiù, non avrebbe avuto più noie e più disagi che sposando questa ingenuissima e onestissima figliuola; col vantaggio che la ballerina non si stupirebbe di nulla, e questa invece passa la vita a stupirsi di tutto…. È una donna da fare, o meglio da rifare. Ci vorrà una bella costanza, povero Folco!…

In quel momento, Gioconda, come usava, toccò la mano di Folco e gli sorrise: Folco le sorrise. Nel cervello di Ariberto passò il dubbio, senza ragione, senza gradazione, che la giovane non fosse sincera. Dove aveva egli letto un profilo di donna, che sembrava far tutto quanto voleva il suo innamorato e faceva invece tutto quanto voleva lei?

—Maria Feodòrowna Petrowski,—disse Gioconda ad alta voce, guardando nel programma.

—La ballerina,—aggiunse distratto Ariberto.