—Io?—disse con indifferenza Ma subito si corresse:
—Io sarei felice di veder lavorare il mio Folco. Non m'importerebbe nulla di rimanere sola all'albergo se sapessi che Folco è alla Biblioteca o non ha tempo d'accompagnarmi a teatro.
—Un giorno o l'altro,—promise Folco piuttosto a sè medesimo che ad
Ariberto,—mi ci metterò.
—Quanto rimarrete a Parigi?—domandò Ariberto.
—Chi sa?—disse Folco.—Fin che fa piacere a Gioconda.
—Eh allora!—esclamò Ariberto ridendo.
Ma Gioconda gli lanciò un'occhiata insolitamente fredda.
Quei discorsi la rattristavano. Gli studi letterari di Folco le portavano il ricordo del salottino male illuminato da una lampada miserabile, le facevano risuonare all'orecchio il ticchettìo della macchina da scrivere, le spiegavano innanzi tutto il quadro dei giorni di timore. Aveva tanto sofferto per la speranza di innamorare il conte Folco Filippeschi, per lo spavento di vederlo sfuggire!…
François Villon non aveva oramai sulla sua anima se non il potere di risvegliar quegli echi dolorosi. La sera che aveva trascritto il Rondeau era stata seguita per lei da una tormentosa notte di dubbi, una delle tante notti in cui sognava a occhi aperti. Folco l'amava? L'amava davvero o si trattava d'un semplice capriccio? Era molto giovane: poteva allontanarsi, dimenticarla, incontrar più facili prede. Ed ella si comportava secondo prudenza, o doveva essere più ardita? continuare nel suo riserbo o svelare abilmente a Folco con un tremito, con un gesto, con una parola impensata, ch'era innamorata di lui?… L'alba si levava che la fanciulla non aveva ancor trovato riposo.
Poi di giorno le toccava ascoltar le discussioni tra sua madre e suo padre. Erano giunte da Perugia le informazioni su Folco Filippeschi, di cui il signor Piero aveva dato incarico a un amico. Eccellenti; magnifiche; insuperabili; un matrimonio di prim'ordine!… Folco sarebbe stato ricchissimo; apparteneva a una nobiltà la cui origine si perdeva nella notte dei secoli. Carattere mite; giovinezza pura; non si conoscevano di lui nè trascorsi, nè vizii, nè debolezze, nè amoretti; dedito interamente a' suoi studi; avido di gloria, ambizioso.