—Ma!—disse Gioconda inquieta.
—Io scendo: tu mi raggiungi.
—Fra poco.
Nella sala di lettura, guardando alcune stampe inglesi, le quali rappresentavano scene di caccia a cavallo, Ariberto Puppi ruminava dentro di sè i pensieri che lo avevano deciso a quel colloquio. Vestiva in abito grigio, teneva sotto il braccio il cappello floscio, e, dimentico delle sue numerose infermità, aveva posato il bastoncino d'ebano sulla tavola nel mezzo della sala.
Andò con un sorriso amichevole incontro a Folco.
—Sei vestito per uscire?—chiese, scorgendo nella sinistra di Folco il cappello e il bastone.
—Sì; Gioconda mi deve raggiungere qui; andiamo al Museo Cernuschi.
—Ah, sta bene!
Sedettero su un divano; quindi Ariberto riprese:
—Io devo partir domattina per Londra; sono passato a salutarti, e mi riservavo di venire stasera a presentare i miei omaggi alla contessa….