Gioconda restava immobile a guardar dalla finestra senza vedere.

—Gioconda!—ripetè Folco avvicinandosele.

Tentò di abbracciarla e si sentì respinto.

—Non credi a quello che ti ho detto?—domandò stupito.—Credo!—rispose la contessa volgendosi.

Ella era pallida e la sua voce non aveva tono.

—E allora? Non ti pare d'avere avuto torto?…

La contessa tacque.

—Gioconda! pregò Folco.—Rispondimi una parola.

—Non so,—disse Gioconda lentamente,—se ho avuto torto. È possibile. Ma so bene che c'è qualcuno ormai il quale può tutto su di te, può farti mutar vita da un'ora all'altra, può domani anche nuocerti con un consiglio sbagliato….

—Oh,—fece Folco sorridendo. Sei gelosa d'Ariberto?