Erano giunti sulla soglia.

—Arrivederci, figliuola!—disse Piero, baciando Gioconda in fronte.—Verrai tu a trovarci?

—Senza dubbio! promise la contessa, abbracciando Delfina, poi Piero, e abbassandosi a fare una carezza a Dick.

Uscirono com'erano venuti: Delfina innanzi, quindi Piero, Dick da ultimo; piano tutti e tre.

Gioconda non aveva detto il più e il meglio.

Non appena tornato da Parigi, e fatto il conto di ciò che gli rimaneva, Folco Filippeschi s'era dovuto mettere alla ricerca d'un impiego. Sperava di trovare un posto pel quale la sua coltura non fosse inutile; ma i suoi sforzi erano riusciti vani, uno dopo l'altro. Presso un avvocato bisognava fare il copista, con uno stipendio miserrimo; presso i giornali v'era piuttosto pletora che scarsezza di redattori; i ricchi signori non usavano più il segretario, e di certo non avrebbero dato la preferenza a un giovane che per nascita e titoli era un loro pari.

Ariberto Puppi, tornato a sua volta da Parigi, s'era interessato egli pure a quella ricerca, bussando alle porte degli amici, delle semplici conoscenze, dei suoi stessi fornitori.

Un giorno si presentò a Folco con un mezzo sorriso imbarazzato.

Il posto c'è!—disse.—Ma….

Gli sembrò che Folco fosse allegro. S'interruppe.