—Andate anche voi!—consigliò sottovoce.—Suo padre è morto; Folco avrà bisogno d'un cuore fedele. È il notaio che mi telegrafa, perchè avverta Folco, la cui presenza è necessaria all'apertura del testamento. Andate anche voi. Accompagnatelo!

Gioconda tremava, pallidissima.

—Vi ringrazio!—disse ella pure sottovoce.

Corse da Folco, lo serrò stretto; gli mormorò all'orecchio:

—Ti accompagno!

Folco la guardò, comprese; e si abbandonò tra le braccia di lei, piangendo disperatamente.

IX.

Giornate fosche.

Gioconda tenne in quell'occasione un contegno perfetto.

Sarebbe stato imprudente dimostrare un acerbo dolore per la morte del conte suocero, il quale non aveva mai voluto conoscerla, le aveva impedito di varcar la soglia di casa, ed era morto senza perdonare a lei e a Folco.