—Non ho fretta, non ho fretta…. Quando il conte avrà finito….

Celso si rivolse, e vide una piccola bruna, che parlando del conte accennava con gli occhi al Filippeschi; e questi ebbe sul viso un'ombra fugace, subito dissimulata dalla maschera di un sorriso gentile.

—Hai capito?… È un conte!—-disse Celso a sua moglie, mentre s'avviava con lei, dopo aver salutato il Filippeschi.—Ho buon naso io…. Non bisogna mai disperare…. Un'ora fa sarei morto senz'aver veduto un conte che vende le calze. Che cosa mi riserba il buon Dio per questa sera?

—Auf, quanto sei uggioso con le tue divagazioni!—osservò Vittorina.

E presso alla soglia, chiese al direttore:

—È davvero un conte quel nuovo commesso?

—Il conte Folco Filippeschi; ma egli desidera non si sappia o almeno non si dica troppo,—rispose il direttore.—La signora Galassi, che ha scoperto il segreto, non sa tacere….

La signora Galassi doveva essere la piccola bruna.

—E come mai è venuto a finir qui?—interrogò Vittorina incuriosita.

Il direttore si strinse nelle spalle.