—Sa, circostanze!—rispose vagamente, con un sorriso, il quale voleva addolcire la parola troppo breve.

—Perdite di giuoco!—definì Celso.—In questo caso è meglio fare il croupier a Montecarlo.

—Non ci ha la faccia,—ribattè Vittorina con sicurezza.—Piuttosto qualche disgrazia di famiglia.

—I Filippeschi non li conosco: devono essere di Pistoia,—osservò
Celso.

—Di Perugia,—rettificò il direttore.—Nobiltà del quattrocento.

—Quattro e cinque, nove; cinque secoli di nobiltà,—calcolò
Vittorina.

—È un'esagerazione, per vendere le calze!—disse Celso.—Io venderci almeno cavalli e carrozze.

—Li avrà già venduti,—riflettè Vittorina.—Ed è solo?

—No, signora….

Ma in quel punto il campanello del telefono squillò: la fabbrica domandava del direttore.