Il conte salutò, inchinandosi, la sconosciuta e scomparve su per la scala.

Filippo volle due camere comunicanti; ordinò di portar tre bauli in quella della signora, e due nella sua, e li indicò al facchino.

La camera di Loredana era tappezzata di giallo, coi mobili di damasco giallo; la zanzariera azzurrastra, scendendo da un baldacchino centrale, celava tutto il letto. La camera di Filippo era addobbata di stoffa rossa e disposta identicamente all'altra.

Loredana corse al balcone a guardare il lago, che nella penombra sembrava infinito; solo, nettamente, si distingueva il fanale rosso del faro sulla diga.

Ella stava assorta in quella contemplazione, pensando che il paese sconosciuto era ineffabilmente triste, allorchè udì il passo di Filippo. Egli aveva aperto i bauli e sorrideva.

— Mi hai chiesto se ci sono negozii a Desenzano, — disse, quando l'amica gli fu vicina. — Vedi che ho già pensato a tutto? Questo è il baule della biancheria; gli altri due contengono gli abiti....

La fanciulla si chinò per guardare, ma Filippo le afferrò la testa fra le mani e le ricoperse il volto di baci.

— Come sei bella! — esclamò. — Non ti vedevo da tanto, con quel velo misterioso sulla faccia....

Loredana gli rese i baci con un piacere quasi violento, sentendosi rassicurata da colui che ella s'era abituata a credere più forte, più audace, più potente, più libero, più sicuro di tutti.... E, l'anima divenuta a un tratto leggera e aperta, un sorriso sulle labbra, la giovane s'inginocchiò a terra e sollevando con l'agile mano quel cumulo di biancheria e di trine, guardò rapidamente come fosse composto il suo tesoro.

Filippo in piedi osservava la persona snella e pieghevole, la cara testa dai capelli bruni con bei riflessi dorati e il collo bianchissimo e le piccole mani.