— Cinque bauli! — ripetè lo zio. — Tu viaggi con gli utensili di cucina?...
Ma ricordandosi che il nipote non viaggiava solo, si morse le labbra e si pentì dell'osservazione, che poteva sembrare scortese....
— Sono pesanti! — esclamò poi, udendo sul capo il rimbombo dei bauli calati sull'imperiale. — Chi sa quante deliziose galanterie!...
E sembrandogli così d'aver rimediato allo sgarbo, non disse più parola.
Quando l'omnibus, traballando sul selciato, si mosse, Loredana si sforzò di veder qualche cosa, guardando fuori del finestrino, ma la città le sembrò orribile, soffocata, male illuminata, coi ciottoli che davano al veicolo sobbalzi continui.
Un senso improvviso di paura le pervase l'animo. Pareva che tutto fosse finito, che la mamma fosse morta, il sole sprofondato tra la nuvolaglia; la fanciulla si strinse tacitamente a Filippo, il quale doveva essere per lei ogni cosa al mondo, e Filippo le prese una mano e la tenne finchè l'omnibus non entrò sotto l'atrio dell'albergo.
Scesero primi gli amanti; poi il conte Roberto.
— Buona notte, Flopi, — disse il vecchio al nipote: e volgendosi al direttore dell'albergo, che era accorso salutando, aggiunse: — Questo vostro omnibus balla come un orso....
— Colpa dei ciottoli, signor conte, — rispose il direttore sorridendo. — L'omnibus è solido.
— Buona notte, zio! — disse Filippo stringendo la mano al vecchio.