— No, signore; son di Verona; ma ho a Venezia qualche parente....
— Ah! — mormorò Filippo. — Allora conosce bene Venezia?
La Teobaldi sbuffò, perchè si rialzava, dopo aver collocato nel baule una bella collezione di calze di seta.
— Certo, — disse. — Vado a Venezia almeno due volte all'anno.... Queste calze rappresentano un tesoro; la calza di colore per l'estate è l'ultima parola della moda.
— Se viene a Venezia, — interruppe il conte, — non si dimentichi di me: avrò piacere di vederla....
— Ah, conte! — esclamò la Teobaldi. — Metter piede a palazzo Vagli, io, povera meschina!
Ella s'era fatta più rossa pel piacere, e s'imaginava già d'arrivare in gondola al palazzo, di salirne le scale preceduta da un valletto in livrea, di incontrarsi con qualche dama dal nome sonante, e di potere un giorno destar l'eco delle ampie vôlte con le note d'una romanza, probabilmente intitolata « Mon rêve »....
— Che idee! — osservò Filippo. — Perchè non dovrei io trattarla come la trattava Loredana?
Il nome della fanciulla risonò di nuovo nella camera, risonò dolorosamente nel cuore dell'uomo. Egli ripetè:
— Venga a trovarmi, venga a trovarmi.