— Ma non sono pronta io, vede? — rispose, arrotondando un'altra lingua di seta violetta. — E, del resto, la sua dichiarazione mi stupisce: mi crede o non mi crede l'amante di Filippo.... del conte?

Adolfo si strinse nelle spalle.

— Me l'hanno detto, — mormorò. — Me l'han detto a casa, che tu sei stata col conte fuori di Venezia.

— E tuttavia mi sposerebbe? — incalzò Loredana.

— Ma perchè non ti difendi? — gridò Adolfo balzando in piedi. — Perchè non mi dici se sei stata o non sei stata l'amante di colui?...

Egli era avanti al tavolino da lavoro, con le mani aperte e stese dirette al volto di Loredana, la quale lo guardava, piuttosto attonita che intimorita.

— Vede, — ella rispose pacatamente, — innanzi tutto non basta dire a una donna: « Son pronto a sposarti » per acquistare il diritto di indagarne la vita; poi, io m'ingannerò, ma lei mi sembra disposto a sposarmi in tutti e due i casi, che io sia stata, o che io non sia stata l'amante di Filippo.... del conte. E allora, a che pro una discolpa o una confessione?...

Adolfo, il quale era rimasto, ancora con le mani aperte e stese, ad ascoltar la risposta della colpevole, si sentì vinto, e si lasciò calar di nuovo nella poltrona. Egli ritrovava, immutati, l'anima sdegnosa, la sensibilità intellettuale, l'intelligenza acuta, la rapida intuizione, l'orgoglio, il coraggio, che facevano la ragazza tanto superiore a lui. Egli era andato arrovellandosi per sapere che cosa volesse, che cosa intendesse fare, e se lo sentiva dir dalla bocca di Loredana, e doveva riconoscere che quella bocca diceva giusto....

— Non so, — egli riprese, tanto per riattaccare il discorso. — Non so nulla. Ti hanno accusata anche d'aver avuto un figlio e di essertene sbarazzata.

Lo forbici, che stavan nella mano della fanciulla, descrissero uno stretto arco nell'aria, e andarono a cadere ai piedi di Adolfo. Il viso di Loredana avvampò di collera, e le labbra le tremarono.