— Che esempio! — esclamò Alvise sorridendo. — Non è il caso di darti esempii; anche tu sai che cosa è la folla quando si sbizzarrisce a inventare e a deridere.

Filippo battè i piedi a terra, riprese a camminare, e camminando disse:

— Che cosa mi consigli? Che cosa devo fare, Alvise? Bisogna ch'io ne esca....

— Io ti consiglio di cambiar aria, — disse Alvise. — Fa un viaggio, un bel viaggio lungo. Se tu rimani, finisci per batterti altre venti volte, e lo scandalo cresce. Del resto, come puoi pigliartela con gli anonimi? Tutti parlano ora che ti sanno chiuso in casa; pròvati ad uscire e non avrai che strette di mano e sorrisi....

— Ipocriti! Vigliacchi! — esclamò Filippo.

— Ma no, caro, hai torto, — osservò prontamente Alvise. — Il mondo è fatto così; non intende aggredirti di fronte, perchè gliela faresti pagare; aspetta che tu volti le spalle. E in questo, Venezia, Parigi, Londra, Pechino, sono una città sola....

— Dunque un viaggio, tu dici? — riprese Filippo, fermandosi un'altra volta davanti al vecchio amico. — Io aveva pensato di passar l'inverno a Roma....

— No, no, un viaggio. A Roma si sa tutto, come a Venezia; figùrati se la Montegalda, la Fioresi, e venti altre, se di Spinea e lo stesso Candriani non hanno scritto agli amici di laggiù! E ciascuno a modo suo.

— Come sta Berto? — domando Filippo.

— Bene, puoi imaginare. Gli hai cambiato faccia, ma non sono avvenute complicazioni, e se la caverà in un mese o poco più....