Quando vide Filippo avvicinarsi, le sue labbra si schiusero a un placido sorriso.

— Si sposano? — domandò il Berlendi che guardava la scena.

— Si sposano, — confermò Fausta con voce secca.

— Flopi invecchia; è all'ultima tappa.

Dovevano sposarsi il mese appresso, e del matrimonio si parlava con incessante curiosità. Due casate come quelle dei Fioresi e dei Vagli non avrebbero potuto non dare alla cerimonia tutta la solennità, tutta la magnificenza che le convenivano, e le donnette già parlavano del corredo di Giselda come d'una maraviglia mai vista.

— Lo zio Roberto avrà finalmente i « flopini »! — osservò il conte Priùli.

— E Flopi i milioncini, — aggiunse il Berlendi.

— Non lo fa per questo! — rispose freddamente il Priùli. — Tu non lo conosci; Filippo si sposa per obbedire a sua madre.

— La sola cosa poco aristocratica di questo matrimonio, — osservò Fausta, — è la gioia straripante di Giselda.

E storse la bocca, quasi avesse visto qualche spettacolo repulsivo.