— Canta molto bene, — rispose Loredana.
— No; non voglio complimenti. Ma che bella romanza, eh?
— Bellissima.
— C'è tutta un'anima qua dentro! Già, io mi commuovo troppo!
Loredana vide infatti che la vecchia aveva gli occhi lucidi per le lagrime, e si dolse di non poter piangere a sua volta per quel « Mon rêve » ch'era così diverso da quello che la fanciulla aveva in cuore.
La Teobaldi fece un mezzo giro sullo sgabello, si ritrovò innanzi al piano e cominciò un galopp.
— « Folletto! » — disse, enunziandone il titolo. — Le piace ballare?
La risposta di Loredana si perdette tra una tempesta di note senza tempo e senza misura, che la vecchia accumulava con frenesia, come se il ballabile le avesse fatto perdere ogni nozione musicale.
Ma quel fracasso e la vista della donna che nell'ebbrezza di una danza imaginaria dimenticava anche la presenza di lei, crebbero la tristezza di Loredana; ella si alzò, fece cadere a bella posta il coltellino delle frutta, smosse le sedie e riuscì ad interrompere la musica del « Folletto », che già le pareva interminabile.
— Ho un po' di emicrania e desidero riposare, — disse alla Teobaldi, che s'era rigirata sullo sgabello. — Spero che scuserà....