— Lei è molto gentile. Ma, le avventure? Le avventure a San Donà?
La fanciulla scosse la testa, lo guardò un attimo, rise con gli occhi:
— Eh, siamo d'accordo! — disse. — Se ha intenzione di fare il matto, San Donà non le conviene. Mi dispiace, ripeto!
Veramente non sapeva nemmen lei, Giselda, perchè la partenza di Filippo le spiacesse, e non sapeva perchè andasse ripetendoglielo; ma la vita di quell'uomo aveva il curioso potere di irritarla, a quando a quando. Avrebbe voluto mettersi a cavalcioni d'una sedia, accendere una sigaretta e udirlo raccontare ciò che faceva e ciò che pensava. L'ignoranza alla quale era costretta, la pungeva continuamente.
— Bene, — concluse. — Buone avventure, dunque!
— Ma no; non vorrei che desse alle mie parole un significato che non hanno. Intendo fare un piccolo viaggio, ecco tutto! — spiegò Filippo.
— E a me lo racconta? — esclamò Giselda, allontanandosi.
— Che originale! — pensò Filippo con un sorriso, mentre la seguiva con gli occhi.
Ella andò a parlare con la contessa Bianca.
— La ringrazio, — disse, mostrando il fascicolo di musica. — Fra un paio di giorni glielo rendo!