Il treno rallentò la corsa e si fermò.
— San Martino! — gridò un impiegato, — San Martino della Battaglia!...
Filippo stava per additare alla sua amica la torre storica, allorchè lo sportello fu aperto e un signore attempato salì nello scompartimento.
Era un uomo sui sessant'anni, robusto, acceso in volto, con basette brizzolate e ancor folti capelli bianchi; gli occhi grigi fissarono un istante Filippo, e più attentamente la sua compagna, il volto della quale era sempre celato dal velo.
— Buona sera, — disse Filippo sorridendo. — Vai a Fasano?...
— Oh, — esclamò il signore, mentre stendeva la mano a Filippo. — Non ti avevo riconosciuto!... Sì, vado in villa, per qualche giorno....
Guardò di nuovo Loredana, facendole un inchino, al quale essa rispose con un cenno del capo.
— E tu?... Non ti ho mai veduto da queste parti...!
— Un capriccio, — borbottò Filippo impacciato. — Farò una corsa fino a Riva....
— Bravo, bravo, bravo! — concluse il signore con tutta l'aria di chi non crede una parola.