E mentre il treno si rimetteva in moto, aperse la valigia e ne trasse un libro, lanciando un'occhiata sospettosa all'uomo che stava nell'angolo dello scompartimento e teneva ancora gli occhi chiusi....

Filippo guardò Loredana ed ambedue pensarono che quell'incontro era noioso, ma senza pericolo. La fanciulla conosceva di vista il signore e ne aveva udito parlare molto a Venezia.

Zio di Filippo, il conte Roberto Vagli, noiato, stanco, indifferente, si occupava poco degli affari altrui, e punto di ciò che faceva il nipote. Egli trovava tutto possibile, tutto giusto, tutto bene, purchè non gli si desse noia e non lo si disturbasse nelle sue abitudini....

Col libro in mano, un romanzo inglese, si volse ancora a Filippo:

— Ti fermi all'Albergo Reale? — domandò.

— Sì, e riparto domattina.

— Io pure: ma tu partirai col battello delle dieci e venti?

— Sì.

— E io più presto, col legno.

Rassicurata così la coppia, poichè per non disturbare e non essere disturbato avrebbe dormito a un altro albergo se fosse stato possibile, il conte Roberto aperse finalmente il libro e si mise a leggere.