X.
Quella notte, Filippo Vagli sentì crudelmente la solitudine in cui lo piombava l'assenza di Loredana. Vagò fino ad ora tarda per le calli deserte, immerse in un'ombra che un fanale rompeva a pena, e salito in una gondola si fece condurre alla ventura; i rii, coi muri delle case a picco, parevan chiusi, senz'aria; ora la gondola sfiorava la scalea d'un palazzo, ora scivolava lungo qualche casipola, dalle finestre della quale giungeva il chiacchierìo infaticabile delle popolane; e se una gondola passava rasente, era una visione d'ombra, una linea nera e fugace, un uomo ritto a poppa, una figura indistinta sdraiata sui cuscini; poi silenzio, rotto dal remo che grondava acqua.
Allorchè tornò a casa, Filippo notò quel che già aveva sentito durante il giorno: la sua camera non gli diceva più nulla, il suo ricco appartamento, al quale era andato per tanti anni recando belle cose d'arte e oggetti di pregio, non gli importava più dell'appartamento d'un albergo. Le ore gli sembrarono eterne; il pensiero di quella ragazza, lasciata sola in un piccolo paese, in un alloggio che differiva poco da una taverna, gli martellò il cervello tutta notte.
Prese sonno verso l'alba; e non si svegliò da quel torpore se non quando gli parve che qualcuno camminasse cautamente per la camera.
Era un servo, mandato dalla contessa Bianca, la quale, vista l'ora tarda, temeva che Flopi stesse poco bene.
— Che ora è, Piero? — domandò Filippo.
— Sono le undici, signor conte.
Piero stava immobile presso il letto ad aspettare gli ordini.
— Va, va! — gli disse il conte. — Non ho bisogno di nulla. Avverti la contessa che mi alzo subito.
E poco dopo, mentre attendeva alle cure della persona, Filippo sentì la noia plumbea per quelle ore che ancora gli toccava di passare a Venezia, per il pranzo dei conti Lombardi, per le chiacchiere insulse alle quali avrebbe dovuto prestare orecchio. Egli era irritato e malcontento. Dopo una colazione quasi sempre silenziosa, perchè sua madre cercava ella pure di schivare allusioni ed argomenti spiacevoli, egli uscì, gironzò qualche tempo in Piazza e sotto le Procuratie, fece parecchi acquisti per Loredana, e quasi senz'accorgersi, camminando lentamente, si trovò nel campiello, innanzi alla casetta bianca della piccola amica.