— Un giro? — ripetè subito Berto con circospezione. — Che cosa deve intendersi per un giro, contessa?

— Muoviamoci, — ella rispose. — Noi impediamo il passaggio alla gente. Ora entriamo in gondola, e vi spiegheremo.

La contessa Lombardi era ancora piacevole, benchè avesse valicato la quarantina. Il suo corpo era svelto, i capelli eran chiari, gli occhi vivi; solo la carnagione aveva perduto la sua freschezza; ma poichè la contessa dichiarava ella per prima di esser vecchia e finita, tutti la guardavano con simpatia e la trovavano assai più giovane di quanto non dicesse.

Arrivati al traghetto dove aspettava la gondola a due remi, la contessa vi montò, Berto vi balzò dentro, dicendo:

— Spiegateci il giro!

Ma Filippo disse:

— Contessa, io devo scusarmi....

— Ah bah! — esclamò la contessa. — Flopi, voi mi fate pensare che la nostra compagnia vi dispiaccia. Quando noi vi facciamo un invito, voi avete subito pronta una scusa.

— Cara contessa, siete crudele! — mormorò Filippo.

— Oh, a proposito, — aggiunse il conte Lombardi. — Ricordati che sei a pranzo da noi, stasera.