— Dunque, vi decidete? — domandò la contessa, guardandolo.

Filippo comprese che bisognava decidersi, si appoggiò al braccio del gondoliere, e salì....

Il giro della contessa durò per più ore; la gondola, spinta con agile vigorìa, uscì dal bacino di San Marco in un batter d'occhio, e prese il largo verso il Lido, poi, per le Vignole, arrivò a San Francesco del Deserto.

La contessa Lombardi e Berto Candriani erano allegri.

— Non è vero che almeno così godiamo un po' di fresco? Sentite che bel fresco, Flopi? — diceva la contessa.

Filippo aveva perduto ogni velleità di ribellarsi. Le ore passavano e gli cadevano sul cuore come goccie di piombo, con un presentimento funesto; ma egli era troppo abituato alle commedie del mondo perchè il suo volto lasciasse trasparir l'angoscia febbrile alla quale tutta l'anima sua era in preda. Sarebbe partito l'indomani: ormai bisognava adattarsi e non far pesare i proprii dolori sugli amici che volevan godere la sua compagnia.

Con un rude sforzo riuscì a dominarsi e parve felicissimo di quella gita, di quello sciupìo di tempo, infinitamente prezioso per lui; scherzò con Berto Candriani, il quale non sapeva comprendere una mutazione così rapida, ed era stupefatto; Filippo fece anche un po' di corte alla contessa, col consenso del marito, che sorrideva.

— Io non so dove tu sia stato, — osservò a un tratto il conte Lombardi. — Se ne raccontan di belle, a questo proposito....

— Di bellissime, — rincalzò Berto.

— Non so dove tu sia stato, Flopi, ma la campagna ti ha fatto bene. Sei allegro....