— Sta meglio, signora? Ah, ma com'è bella, così!... È vero che sta meglio? Un po' d'imbarazzo, forse. E poi, nella sua condizione di giovane sposa, un malessere momentaneo può avere tanti significati....
Emma fremette da capo a piedi, quasi fosse stata punta. Quell'udir chiamare sua figlia « giovane sposa », quell'allusione a una maternità possibile, la richiamarono d'improvviso alla realtà senza illusioni.
— Lasciamola, lasciamola, — disse alla Teobaldi, — ha bisogno di riposare, adesso. La ringrazio di nuovo, signora.
La Teobaldi salutò ancora Loredana, salutò Emma, ed uscì tra il fruscìo dell'abito alla Pompadour e della sottana inamidata.
— Non ti spaventare, — disse la fanciulla a sua madre, non appena l'uscio fu chiuso alle spalle della cantatrice. — Sto bene, ora; possiamo partire....
E fece l'atto di scendere, ma Emma la rattenne.
— No, — disse. — Puoi aspettare; partiremo stasera.
Ella avvicinò una poltrona e sedette; Loredana chiuse gli occhi, e per lungo tempo le due donne non pronunziarono verbo, seguendo ciascuna i proprii pensieri. Il silenzio era pesante; non risonava nell'albergo alcun rumore, e appena dal basso veniva il mormorìo del lago, che lambiva la casa; di tanto in tanto, s'udiva l'ultimo frinire delle cicale, salutanti il sole ch'era presso al tramonto.
A un tratto Loredana volse il capo, e domandò:
— Ti ha detto lui, che io era qui? Ne sei ben sicura, mamma?