— Senza dubbio, — rispose Emma. — In ogni modo, il conte s'incaricherà lui di dare ordini pel bagaglio.

Appena la donna fu uscita, Loredana svestì l'abito di seta color d'oro, indossò presto l'abituzzo nero, che agli occhi della madre la ringiovaniva e quasi la purificava.

La fanciulla non parlava, come avesse avuto bisogno del silenzio per sostenere la sua volontà e per trovare forza in quegli istanti crudeli, in quell'ora in cui il passato cadeva nel nulla e un avvenire torbidamente incerto le si spalancava innanzi.

Quando fu pronta, disse:

— Aspettami, torno subito.

E prima che la madre pensasse a trattenerla, Loredana uscì, discese le scale, andò in cerca della Teobaldi.

Era ripresa dalla necessità di dire una parola a Filippo, di mandargli un saluto; non poteva, da un istante all'altro, staccarsi da lui e dimenticarlo; tutta la sua anima, tutto il suo corpo gli appartenevano ancora, quantunque egli le apparisse ora così diverso da quello che aveva sognato, così cattivo e vile.

Trovò la Teobaldi in cucina; parlava sommessamente con l'albergatrice, presso la tavola, sulla quale eran disposti i piatti e le posate sporche.

Loredana s'affacciò alla soglia, e con voce che fece dare un sobbalzo alla Teobaldi, chiamò:

— Signora Clarice!