L'altra le si avvicinò senza rispondere, e la fanciulla la condusse fuori, nell'atrio; poi prese una matita, vergò alcune parole sopra un pezzo di carta, e disse:

— Di lei mi posso fidare?

La Teobaldi mise una mano sul petto esuberante, e rispose:

— Tesoro mio, che cosa domanda? Io darei la vita per farle piacere.

— Bene: lei deve spedirmi domattina questo telegramma; vada a Peschiera e lo spedisca di là; qui non c'è telegrafo. Ma non dica parola ad anima viva. Mi posso fidare?

Clarice ripetè il gesto, e rispose:

— Le ho detto: per farle piacere, darei la vita; che cosa devo dirle di più? Domattina alle nove sarà fatto tutto.

— Prenda, — soggiunse Loredana, — questo è il telegramma, questi sono i denari per la carrozza. Su, su, non voglio che rifiuti. Perchè deve spender lei? E la ringrazio di cuore. Ma non parli nemmeno con l'aria.

La Teobaldi afferrò la mano della fanciulla, e domandò inquieta:

— Ci rivedremo? Tornerà?