—Ed io,—mormorò,—io son venuto al nostro colloquio con tanta gioia, con tanta speranza! Non ho voluto attendere fino a domani per ricever dalla tua bocca la notizia che nessun ostacolo ci separava più!…—Aggiunse, rizzandosi, movendosi nervoso entro il piccolo spazio della chiosca:—Chi si sarebbe aspettato?…

Egli mentiva, ingannandosi senz'averne coscienza.

Al convegno s'era recato nella sicurezza della prossima conquista, e perciò calmo, sereno, sodisfatto della liberazione dai malsani istinti carnali, che le due sorelle riavvicinate stimolavano in lui; ben sapendo che il possesso certo d'Emilia avrebbe fiaccato e rotto l'incanto suggestivo di Roberta, per sempre.

Il dubbio della conquista, la quale pareva, non isfuggirgli, ma allontanarsi di nuovo assai, gli dava ora fuoco nel sangue.

—Chi si sarebbe aspettato una tale pazzia?… Lasciarla libera, lasciarla vivere sola?—seguitò, interrogandosi.—Non ha ancòra vent'anni! Le manca perfin l'ombra dell'esperienza volgare! E, quando pure, non è qui, non è qui il pericolo più grave…. Il pericolo più grave…. No, no, Emilia, non hai saputo parlare, non hai saputo dominarla, tu per la prima non hai sentito l'assurdità intollerabile delle sue pretensioni!

Le si rivolgeva poco men che accigliato, egli stesso non trovando in qual modo, contro chi sfrenare lo sdegno per la forma insospettata della difficoltà…. Gli prorompeva dal cuore, infine, l'odio non più velato, dalla perversion sessuale, ma chiaro, ma virulento, ma bramoso di frantumare e disperdere la volontà contraria.

—Cesare, abbiate pietà,—implorò la donna, alzando il volto nel quale gli occhi, ancòra umidi sfavillavano un voluttuoso languore.—Perchè vuoi giudicarmi? Ti amo, ti amo, e ho trovato tutte le parole del nostro affetto e della ragione!

S'arrestò, prolungando il gesto supplice, che le piccole mani intrecciate volgevano al Lascaris; tese l'orecchio, seguì un misterioso fremito delle foglie; poi, riprendendosi, continuò:

—Mi pare che ad ogni istante qualche cosa di terribile debba avvenire….

—Sì; sì, lo so, che hai sofferto molto, per me, per noi,—disse Cesare intensamente….—Sì, devi aver lottato; ma come non si è arresa all'evidenza, come non ha capito?