L'altra ebbe un tremito improvviso, rapidissimo.

—Dicevo, perchè tu ritornassi più presto,—spiegò quindi col medesimo accento di sommessione.—Anche perchè c'è molto sole; un sole abbastanza forte…. Non irritarti…. Sarai di ritorno pel pranzo? Io mi ero addormentata qui….

Confusa, cercava distogliere sè e la sorella dall'argomento unico, il quale si presentava con malignità caparbia; ma poichè s'avvide che i loro occhi parlavano, che il pensiero si rifiutava, che qualunque parola sarebbe riuscita inutile, si tacque.

Roberta era a un passo da lei; immobile. Aveva un semplice abito grigio e tra le mani guantate portava un involto. Lo sforzo penoso d'Emilia non le sfuggiva, avvertendola che la vita loro, con quello studio di menzogne, di dissimulazioni, con quella commedia di sorrisi e di fiducie, la vita loro diveniva intollerabile.

—Vado,—ella annunzio, quasi a malincuore.—Arrivederci, Emilia.

Emilia si levò, allora, d'un colpo, e andò incontro alla sorella.

Il ricordo del grido nella notte era venuto a fustigarla crudamente di nuovo; chi aveva gridato? Chi era nascosto a udir la rivelazione paurosa?… Doveva saperlo, affinchè il grido non le risonasse più nell'orecchio, nel cervello, mentr'era sveglia, mentre dormiva, come soffiato da mille bocche.

Ma si arrestò a tempo…. Aveva detto Cesare sùbito ch'era stata una allucinazione…. In ogni modo non poteva interrogare, non poteva confessar l'orrore….

La fanciulla stava innanzi a lei; pallida, irrigidita dallo spavento di una domanda.

—Arrivederci,—disse Emilia, lasciandosi trascinar dal destino; e tese la mano ardente. Roberta l'afferrò e trasse la sorella fra le braccia.