Ma in quel punto, un impiegato gridò la partenza per Ventimiglia.

—Per Ventimiglia?—domandò il facchino, accorso a riprender gli oggetti.—Va a Ventimiglia, la signora?—egli ripeteva.

—Sì,—disse la fanciulla, ancora guardandosi intorno smarrita.—Per
Ventimiglia!

Fermarsi a Genova? Con quale scopo?… Essere prudente? Per chi?

Da quell'ora, tutte le vicende erano sue; ella si trovava sola e libera. L'aveva desiderata con ogni forza, quell'ora, l'aveva sognata! Ed ecco, la realtà; ecco, il sogno tramutatosi in fatto: non la visione di un'esistenza piena di avvenimenti inaspettati e rosei; ma la visione, più lucida che mai, del proprio cadavere freddo e rigido sopra un catafalco ricco di drappi funerei, presso una finestra spalancata in faccia alla campagna eterna…

Trovò posto in uno scompartimento di prima classe, vuoto, sperando di potere stendersi e dormire, non appena uscito il treno dalla stazione.

E sentiva che già Emilia aveva udito la carrozza fermarsi avanti al cancello, che già l'uomo aveva portato la lettera, che già la sorella aveva mandato il grido…. Ritornare? Non trascinare altri nella rovina?… Cesare Lascaris avrebbe ripetuto con la voce fischiante di sarcasmo: «Lo sapevo, che la signorina legge troppi romanzi!»

Mentre sotto la tettoja annerita accendevano i bracci a gas, e mentre i viaggiatori passavano e ripassavano,—romore di treni in moto, globi di vapor bianco diffusi, cantilene d'impiegati ad annunziare le partenze, suoni della campana ad avvertir gli arrivi,—mentre la vita fremeva, Roberta si tolse i guanti, e studiò la morte sulle pallide mani, dalle dita lunghe e affusolate, dalle unghie lucenti; pallide mani, che narravan tutta l'anima di lei, facile a smarrirsi, incapace a calcolare, pronta a violenze ingenue.

La fanciulla piombò in una disperata tristezza così assorbente, che ella non s'avvide come all'ultimo, quando il treno s'avviava a ritroso fuor della stazione,—un viaggiatore fosse salito nel suo scompartimento; ma sollevando gli occhi, ebbe un moto involontario di stupor timoroso.

L'uomo la salutò, prese posto di fronte, l'avvolse tutta dalla testa ai piedi in uno sguardo scrutatore, che la fanciulla non aveva mai sofferto e che la costrinse a volgere il capo, fingendo di guardar dallo sportello.