In quel punto gli sguardi suoi s'incontrarono con gli sguardi del giovane, e non sapendo come reggere all'onda carezzevole di quegli occhi bruni, e sentendo d'arrossire, Roberta cercò in fretta i guasti e cominciò a calzarli, con la testa china.
Il treno si fermò a Sampierdarena lungamente. La fanciulla guardò in basso la sfilata gaja dei molti edifizi, dispersi in una pianura grigia e uniforme; l'ombra cominciava a scendere tristissima. Il ricordo di Emilia, la visione della villetta, l'intuizione dello spavento cui la sorella doveva essere in preda, vennero tutti insieme a turbarla. Che cosa aveva fatto? Dove andava? Aveva commesso un crimine….
Fra il brusco estollersi di quei pentimenti, una cosa sola poteva consolarla; ella si sentiva bene, d'improvviso, quanto non s'era; mai sentita, e irrompeva nel suo cuore una turba di speranze magnifiche, audaci, sicure; era tuttavia molto affaticata molto languida, ma la cosa pareva ben naturale, dopo le orribili torture. Sperava, tornava a sperare violentemente nell'avvenire; la giovane età avrebbe trionfato de' suoi mali nervosi.
E ritraendosi dal finestrino perchè il treno ripartiva, questa volta per una ben lunga corsa, Roberta vide gli sguardi del compagno fissi ai capelli di lei, biondi, copiosi, rutilanti sotto il raggio della lampada elettrica, la quale pendeva dall'alto della carrozza e cominciava a dar luce non contrastata dalla luce diurna.
La fanciulla gli fu riconoscente; l'attenzione del giovane significava l'avvenire e la vita: egli doveva pensare a lei, non come a larva moritura, ma come a donna vibrante di calda sensibilità, ricca di delicati sentimenti.
Allora, non sapendo d'agire in modo strano, ella si abbandonò a quell'attenzione, vi si offerse scaltramente. Perchè l'uomo non avesse a temere d'essere sorpreso, restò col capo inclinato, ma non così che il suo volto bianco non si vedesse, non così che i suoi occhi azzurri paressero spenti; e si dispose un po' in obliquo sul sedile, perchè tutta la linea dei fianchi acerbi risaltasse sopra lo sfondo grigiastro.
Provò un gaudio nuovo, a quella dedizione capricciosa; più forte, accorgendosi che il giovane si lasciava attirare, e la studiava, l'ammirava con intensità, riusciva a definirla in quanto aveva di raro e di meno atteso: l'incoscienza virginale e la civetteria mite…. La curiosità di lui non era volgare e momentanea, ma doveva, certo doveva risvegliare a poco a poco un sentimento, una brama di non finire così la muta avventura.
Vi fu un istante, in cui Roberta osò levare il capo, e da tutto l'atteggiamento del compagno vide perspicua la certezza ch'egli si accingeva a parlare, a gettare la rete, la quale avrebbe involto lei, e forse non lei sola, per sempre.
—Ora mi parla!—ella pensò.
Fu come un tremendo schianto, un balzo in una voragine profonda.