Nell'animo di lei voleva un'indefinita stanchezza, come per atavismo? Voleva quell'ingenuo senso della vita, che disarma una donna e la dà intera all'uomo capace di dominarla? Sì, tutto questo voleva.
Ma tutto questo era in colei, la quale il destino gli aveva offerto nella solitudine della mite campagna. La sua vista gli aveva dato una tortura insoffribile.
Sarebbe dovuto passare per la solita trafila, prima di giungere a lei? Aprirle le braccia, non doveva bastare? Si sarebbe offesa, s'egli le avesse chiesto un bacio senza averle mai parlato d'amore? La sua bellezza l'attraeva così, ch'egli aveva vergogna di perdersi in lunghe e successive preghiere.
Perchè non comprendeva ch'egli l'avrebbe amata sempre? Qualcuno intorno a lei, poteva farsi amare e rapirla?
Essa era tutti i profumi più voluttuosi, tutti i suoni di una lenta orchestra invisibile, tutta l'iride dell'amore, tutte le promesse dei paradisi orientali.
Egli doveva dirle che per lei avrebbe dato il suo sangue, la sua vita, il suo orgoglìo; che avrebbe abbandonato gli amici, sfidato il mondo, portato superbo il più greve giogo da lei imposto; che avrebbe rinnegato ogni fede, e avrebbe avuto la sua sola fede, la sua religione.
Sì, tutto questo doveva dirle; farla sorridere e pensare, turbarla, agitare le sue notti con visioni ardenti.
Ch'ella non avesse più requie se non fra le sue braccia.
Che gli giungesse assetata di voluttà. Il bacio dell'uomo le avrebbe comunicato un sì lungo spasimo di piacere, da toglierle la percettibilità d'ogni altra sensazione; e il suo corpo si sarebbe piegato, contorto, allacciato a rosee spire sotto le labbra di lui.
Non doveva essere più nulla di conosciuto, se non una splendida forma armonizzata dalla passione.