Si rattenne a pena dall'esprimere l'idea bizzarra, per quei due, Roberta e il dottore, che continuavano a vivere la vita normale. Ma ebbe il sottil gaudio di penetrar lo spirito d'Emilia, di sentirlo inebbriato dalla scena fantastica. Anch'ella era lontana dalla vita normale, in quella sera avvolta nel ricco manto della luna; quasi il pulviscolo bianco le fosse passato attraverso le carni, dando all'anima di lei una luminosità maravigllosa, una chiara gaiezza, quasi ella sorgesse formalmente e sostanzialmente nuova da un bagno di liquidi metalli….; mentre il dottor Noli e Roberta parevano due livide caricature, che assistessero senza sospetto al mistero della duplice ebbrezza, spellando gravemente le turgide pesche succose….

Quella fu la scena prediletta in cui Cesare volle conservare l'immagine di Emilia, e le limpide acque della fantasia la ritennero poi per sempre, in uno specchio senz'appannature.

V.

Roberta si svegliava di notte improvvisamente e si ascoltava respirare: il respiro era tranquillo; sotto la scapola sinistra, il dolore sordo non rodeva più. Se le piccole macchie rosse, i nuclei di macchie sul petto e su le spalle non avessero rammentato la minaccia, il gran male sarebbe parso dominato per intero.

Ma erano tuttavia frequenti le notti d'insonnia con la paura dell'oscurità, in cui s'annidavano i pensieri che durante il giorno non osavano prender figura e avvicinarsi.

Roberta stava distesa sul letto, ad occhi aperti; le visioni pispigliavano nell'ombra, e se ne udiva il passo cauto o il volo maligno d'arpia; qualche inesplicabile romore nella camera o in giardino dava tal brivido alla fanciulla, che le tempia le s'imperlavano di sudore, ed ella era incapace d'allungar la mano ad accendere il lume.

Talvolta, lungo tutto il litorale, per tre giorni e tre notti di sèguito urlava il vento; soffiasse dalla montagna o sibilasse dal mare, aveva una voce straziante d'assassinato, una voce furiosa di chi scuota la porta per ripararsi, e negli intervalli, una flebile voce di sarcasmo, la quale prometteva nuovi assalti, nuove grida, nuove violenze.

La fanciulla dimenticava le proprie angosce e viveva con l'anima al di fuori, in ispirito nella campagna, tra le chiome convulse degli alberi, che disperatamente si torcevano e ricadevano nell'aria.

Quando aveva ben teso l'orecchio ad assicurarsi la sinfonia notturna non fosse soprannaturale, accendeva il lume e si guardava in giro. La consolavano un poco gli oggetti con le loro forme conosciute, la tavola, il divano carico di libri, il cassettone su cui posava un alto specchio; ma a confortarsi meglio, scendeva dal letto e correva a scrutar dalla finestra.

In quel mezzo-nudo virginale, l'unica bella cosa era la camicia dalle tinte pallide, coi merletti intorno alle maniche e al collo, col monogramma dominato da una coroncina senza significato gentilizio. Sotto il tessuto azzurro si ricoverava la magrezza ch'era quasi deformità, e fuori balzavano due spalle pungenti: due mani allacciate con forza intorno all'esile busto della giovanetta, avrebbero potuto ritorcerlo come un virgulto.