Ella guardava dalla finestra in giardino, cercando distinguere attraverso la tenebra.
I confusi moti dei due palmizii rispondevano all'urlìo più accanito del vento, al rombo più profondo del mare; v'era dunque la logica dei fenomeni e nessuna vittima umana rantolava presso la villa, come pareva.
La cosa era semplice ma rassicurante; e aprendo l'uscio della propria camera, la fanciulla volgeva l'attenzione al silenzio della casa; di là dal gran salotto centrale, la camera d'Emilia aveva la porta spalancata, la soglia rischiarata mollemente da una rosea lampada notturna.
Emilia godeva di tale incredulità per ogni cosa non verisimile, che qualche volta Roberta n'era offesa; l'equilibrio de' suoi nervi era assoluto e le avrebbe permesso di addormentarsi alla porta d'un cimitero; gli usci bene assicurati, Emilia non temeva nulla di soprannaturale, e non ammetteva ciò che sfuggiva alla logica.
Una notte in cui aveva udito lo scricchiolìo lento dei mobili, e il passo cauto, e il volo maligno di visioni febbrili, Roberta balzò dal letto e corse alla camera della sorella.
La lampada proiettava sopra Emilia dormente un raggio opaco e calmo; gli occhi chiusi con le nere ciglia abbassate, la bocca chiusa con le labbra raccolte a un'immobilità statuaria, le braccia nude e composte lungo i fianchi, indicavano una pace secura, la vittoria della giovinezza su gli abituali sogni voluttuosi. Si sarebbe detto ch'ella si fosse abbandonata al sonno quasi sopra le acque inesplorabili e serene d'un gran fiume che conducesse al nulla….
Roberta indugiò un istante a contemplarla, tra il rispetto e l'invidia; ma mentre stava per tornare alla sua camera, rammentò d'averla lasciata oscura, e si decise.
—Emilia,—disse cautamente,—Emilia, Emilia….—posando una mano sul braccio della sorella e pensando che se qualcuno avesse chiamato lei Roberta nella notte, ella avrebbe gettato un grido dì spavento.
Ma Emilia si drizzò a sedere, uscendo dal sonno per entrar con agile prontezza nella realtà, senza stati intermedii. Le due punte dei seni urgevano vigorosamente la camicia, quasi visibili; e le lenzuola abbassate scoprivano la linea del busto fino ai fianchi.
—Sei tu?—chiese con la voce velata.—Che vuoi?… Non ti senti bene?…