—Vediamo, per esempio: io so che sarei un marito eccellente. Se io, dunque, la domandassi in isposa, Lei accetterebbe?

Emilia drizzò il capo, sussultando. Roberta esitava; nonostante la confidenza, ella soffriva sempre innanzi a Cesare un po' d'impaccio, e finita la febbre dello scherzo, era ripresa dalla tema d'offenderlo. Infine, si decise:

—No,—disse.—Rifiuterei. Non è abbastanza idealista.

L'osservazione fece ridere il Lascaris, forse perchè si sentiva colpito a fondo; ma Roberta aveva nascosto una verità più cruda. Per lei, Cesare era brutto, ed ella pensava che la bellezza era quanto si doveva cercare e portare nel matrimonio…. Ah, la bellezza eterna e l'eterna giovanezza rappresentavano la fantasia carissima fra tutte alla fanciulla! Solo aveva sguardi per istudiare il volto degli uomini e delle donne, la maniera di vestirsi, gli atteggiamenti e le espressioni….

—Hai visto che begli occhi?—domandava a Emilia, quando passeggiavano.—Hai visto che bella figura?…

Cesare coglieva il momento in cui passava, qualche deforme, per chiedere alla giovanetta:

—Ha visto, che bel naso?

La bellezza era il riflesso d'una grande bontà; le anime belle non potevano stare se non in bei corpi; e non era questa l'opinione più bambinesca di lei: arrivava fino alle ultime puerilità, fino a credere una persona elegante assai superiore ad una dagli abiti modesti. L'ingegno doveva avere un paludamento visibile…. E poi, con un'inflessione di voce, con un nonnulla nel gesto o nella posa, risaliva all'altezza della donna e alla scienza della seduzione.

Di tratto in tratto, il Lascaris aveva per l'inconsapevole morente un lampo di vera tenerezza; la consigliava e la correggeva, quasi una sorella….

—Andiamo, selvaggia! Andiamo, cavalletta, si tenga bene sul busto, porti alto il capo…. Su, un poco d'energia, Lei che vuol essere bella! Perchè s'incurva così?